, , , , , ,

Rubrica: Per non dimenticare le proprie radici (intervista a Simona Brandano)

Ringrazio Simona per aver accettato di raccontarsi in questa rubrica. Ci conosciamo da poco ma da subito ho visto in lei la determinazione, anche il coraggio di scegliere sempre nuove strade. Sono stata in Olanda da lei a trovarla per pochi giorni, mi ha fatto sentire a casa in una realtà che sembra cosi lontana dalla nostra, l’Italia, la Sardegna, con ritmi e senso civico diversi in cui però lei porta e contrappone gli aspetti positivi.

A mio avviso una realtà da copiare.

Angela

1)A quale età hai scelto di trasferirti fuori dalla Sardegna;

Sono inizialmente uscita dalla Sardegna a 18 anni quand’è arrivato il momento di cominciare l’università. La mia prima destinazione è stata Trieste per studiare Architettura, ma dopo il primo anno mi sono accorta che quella non era la facoltà adatta a me. Perciò ho completamente dirottato la mia meta al di fuori dell’Italia, trasferendomi in Olanda, precisamente a The Hague (in italiano conosciuta come L’Aja), per iniziare un nuovo percorso di studi universitari.

2) Quale è stata la motivazione che ha spinto la tua scelta?

A Trieste ci sono arrivata non proprio per mia scelta, piuttosto per una questione di graduatoria nazionale in quanto la facoltà di Architettura è a test con numero chiuso. In Olanda, invece, è stata per pura scelta. Dopo essermi accorta che Architettura non facesse per me, mi sono trovata neo-ventenne a cercare un nuovo percorso di studi. Volevo quindi trovare qualcosa che non fosse troppo specifico su una disciplina in particolare, ma uno multidisciplinare che potesse farmi capire cosa mi piacesse veramente. Inoltre, essendo da sempre appassionata della lingua inglese, ho provato a cercare un programma universitario all’estero e insegnato in inglese che non avesse un costo eccessivo in termini di tasse. Ed ecco perché l’Olanda. Credo che sia uno dei pochissimi Paesi Europei ad offrire numerose lauree triennali in lingua inglese ad un costo quasi pari a quello italiano. Ho scelto perciò un corso di laurea che in Italia non esiste: International Studies, alla Leiden University. Il programma è multidisciplinare e comprende: Politica, Economia, Cultura, Storia con la specializzazione in un’area geografica a scelta insieme ad una lingua dell’area appartenente. Io mi sono specializzata nella politica, economia, cultura e storia degli Stati Uniti con lingua francese (per via del Canada nel Nord America) e sono più che entusiasta della mia scelta. Mi ha permesso di capire ciò che voglio intraprendere in futuro e sono grata ai miei genitori per avermi appoggiato in questa scelta

3) Che differenze (positive o negative) hai riscontrato nelle varie realtà ad oggi?

Per rispondere a questa domanda potrei impiegare ore ad elencare tutte le cose che mi vengono in mente, ma cercherò di essere concisa e diretta. La prima grande differenza nella visione delle realtà la riscontro in me stessa. Dopo aver trascorso gli ultimi tre anni della mia vita in un ambiente completamente internazionale, mi sento estremamente cambiata. L’impatto è stato un po’ duro, specialmente quando si arriva da un’isola e ci si stabilisce in una città con cittadini e studenti da tutte le parti del mondo. Tutto ciò che ti circonda inizialmente potrebbe intimorirti, già dal semplice fatto di non sentire più per strada lo stesso “rumore” di quando la gente parla. Si sa che ogni paese ha una propria cultura, ma quando cominci a vivere quotidianamente con persone di diverse culture, allora il cambiamento si innesca quasi più rapidamente e ti accorgi di come prima di allora non vedessi e conoscessi tutte quelle cose. Nel mio caso, seppur io abbia amici e coinquiline di diversi parti del mondo, mantengo molte mie tradizioni, ma rispetto quelle altrui. La cosa bella delle relazioni inter-culturali è che non serve perdere le proprie radici per stabilirsi in un nuovo posto, se uno le vuole conservare e preservare lo si può fare, apprendendo ogni giorno dagli altri, imparando a convivere con diverse abitudini e modi di fare. Io mi sento sarda, ma non mi sento la stessa ragazza sarda di tre anni fa. Mi sento sarda-internazionale. Perché oggi nei miei modi di essere e di fare sento di averne altri oltre quelli sardi con cui sono cresciuta: alcuni li ho appresi dalle mie coinquiline tedesche, francesi e lituane, altri dalle mie amiche cinesi, altri da quelli olandesi, altri da quelli britannici, altri da quelli statunitensi e altri da quelli del Kenya e della Turchia.

Tutto ciò a cui non siamo abituati può spaventare all’inizio, è solo una questione di abitudine e di apertura mentale a ciò che non si conosce. E pian piano il “rumore di casa” che eravamo abituati a sentire dove siamo cresciuti, lo potremo sentire anche nelle strade della nostra nuova città.

4) Se dovessi fare un pronostico, pensi di ritornare a vivere a San Teodoro?

È sempre una domanda un po’ difficile, specialmente quando hai la tua famiglia che abita lì. Credo però di essere abbastanza sicura quando dico che né San Teodoro, né la Sardegna mi possono offrire un futuro stabile nel campo in cui studio tanto quanto l’estero riesce. Per adesso ho ancora i master di specializzazione da fare, ma non penso di farli in Italia. In futuro chi lo sa. L’Italia non è una scelta che scarterei, magari ritornerò un giorno. Per ora il mio percorso di studi non è ancora terminato e quindi dove vivrò stabilmente ancora non lo so, non sono neanche sicura per ora di rimanere nei Paesi Bassi. Ci sono tanti altri Paesi che offrono grandi opportunità. A San Teodoro c’è la mia famiglia che ovviamente mi comincia a mancare ogni volta che riprendo l’aereo. A volte mi chiedo come fosse stato prendere una strada meno faticosa ma stargli più vicino. Anche San Teodoro mi manca a volte quando sono fuori, il suono del mare e l’odore della mia infanzia non lo ritrovo nelle nuove città dove sono andata a vivere, ma se un giorno tornerò a viverci voglio farlo con la consapevolezza di non avermi lasciato niente alle spalle.

, , , , , , , , , , ,

Unica e segreta gallura

Una sera di fine luglio ho cenato in questo Resort, che dal nome “Petra Segreta” annuncia il suo essere.

Ideale per una fuga dalla caotica movida estiva ci si ritrova immersi nel verde della macchia gallurese ricca di profumi selvaggi, rocce granitiche e un promontorio che spazia verso l’Arcipelago della Maddalena.
Ho scelto questo Resort per una serata speciale cosciente di trovare un paesaggio consono ai miei occhi essendo io gallurese.

Sorprende comunque il connubio natura-uomo, l’eleganza e la raffinatezza della scelta architettonica e di arredo.

Completa, l’ambiente in questo caso, la professionalità attenta e signorile del personale insieme ai piatti semplici ma all’insegna del buon gusto a base di prodotti tipici e genuini.

In particolare il risotto con scorfano e agrumi dello Chef è stata una scoperta di come il pesce e gli agrumi possano stare insieme in armonia e deliziare il mio palato.

Il tutto è stato di mio gradimento a cominciare dall’aperitivo con un calice di Franciacorta Ca’ del Bosco e finire con un passito Nùali 2015 di #Siddura.

Si aggiunge a tutto ciò la vista inusuale del tramonto che si scontrava ieri con il maestrale colorandosi di rosso fuoco.

É stata una bella serata😍Petra Segreta Resort & Spa

, , , , , , , , ,

“NURAGICA” a Nuoro

Blog tour Nuragica Insieme a: @robadanatti@leplume_@sardiniamood

@graziella_carboni@giorgiomuceli@flanieren_in_sardegna@tacchinobicilindrico@erykakosta@igers_sardegna@yallerssardegna … alla prossima 👋

É passata poco più di una settimana dal blog tour a cui ho partecipato sabato 16 febbraio insieme ad altri Instagrammers e Bloggers di tutta la Sardegna in occasione dell’inaugurazione della mostra “Nuragica” a Nuoro. Per me è stata la seconda volta che la visitavo (la prima, circa più di un anno fa ad Olbia al Museo Archeologico) ma, vi confesso, ero ugualmente curiosa anche perché sapevo che non sarebbe stata uguale, molti elementi e il percorso espositivo sono stati incrementati e riadattati anche in funzione al contesto in cui ora si trova.

Continua a leggere
, , , , , , ,

DeGustibus …. e quel sapore in più!

SAMSUNG CAMERA PICTURES

SAMSUNG CAMERA PICTURES

La Domenica di DeGustibus è terminata solo da una settimana, ma in me − e sono certa in tantissimi altri − il ricordo è ancora molto vivo.

Continua a leggere

, , , , , , , , , , ,

La prima edizione di DeGustibus. Scenario al Poetto dell’arte culinaria sarda

 

30743255_10155462911136765_7404695081988390912_nChe i ” gusti ” (sia quelli per il cibo che quelli nei rapporti sociali) siano un fatto personale, anzi personalissimo, è fuor di dubbio.

Già Plutarco, nelle sue famose Vite parallele, aveva attribuito a Giulio Cesare l’espressione “De gustibus non est disputandum” (sui gusti non si discute.).

E’ divenuto un luogo comune sino ai giorni nostri per ogni discussione che ha come oggetto, una scelta.

Pare infatti che il nostro celebre condottiero, invitato ad una cena da Valerio Leone, che credendo di far cosa rara, aveva offerto ai commensali gli asparagi al burro (aborrito dagli ospiti che definivano il condimento “cibo barbaro”, anzichè il più conosciuto ed usato olio d’oliva) avesse esclamato la celeberrima frase per dirimere la questione insorta tra i presenti.

Continua a leggere

, , , , , ,

Sapere e Sapori della mia Sardegna

IMG_2288… Ma quanto sapere nascondono i sapori?

In Sardegna seppur un’Isola, sapere e sapori ce ne sono tanti e da mille provenienze, considerando che è composta da 377 Comuni, ognuno con caratteristiche sociali e culturali somiglianti ma uniche nel suo genere. Non a caso l’etimologia del termine “gastronomia” indica un’opera Greca in cui si sottolinea il viaggio nell’Arte del mangiare.

E’ doveroso però, ripercorrere, velocemente la storia dell’uomo nelle diverse epoche. L’uomo da sempre ha vissuto con ciò che la caccia, pesca, l’agricoltura e l’allevamento gli hanno offerto. Ogni territorio ha prodotto le proprie materie prime e il baratto ha promosso gli scambi arricchendo di prodotti diversi, da territorio a territorio. Specialmente nell’Isola questo ha determinato non solo scambi ma ricche contaminazioni.

Il cibo è cultura! Appartiene al territorio ma è anche: vita, memoria, salute e igiene, bellezza, tradizione, curiosità, storia, arte, viaggio, aggregazione sociale, famiglia, profumi, natura, economia, elemento identitario, sprechi e diritti.

Continua a leggere

, , , , , ,

Una poesia per la spiaggia La Cinta di San Teodoro

Un po’ di settimane fa ho scattato qualche foto sulla spiaggia della Cinta, a San Teodoro, che mi è apparsa in una veste davvero molto simpatica. Patate a volontà… si sembravano davvero cosi  😂invece sono resti di posidonia sulla spiaggia, un gioco di venti e maree che indica, inoltre,  alta qualità ambientale, molto meglio di una “bandiera blu✌️~.

Ecco in basso una dolcissima poesia che mi è stata dedicata proprio in questa circostanza.

Ti ringrazio mia cara Spigolatrice di Siliqua, la custodirò e la condivido con i tanti amici Azimuttini …

Continua a leggere

, , , , , , , ,

Cala Francese e la sua Cappella

IMG_2042La piccola Cappella sulla spiaggia “Cala Francese” alla Maddalena, all’ interno della batteria militare di ‘Carlotto’. La statua di Maria fu collocata nell’800 dal pescatore Michele Scotto il quale, colto con la sua barca da una terribile tempesta trovò riparo e salvezza nella piccola insenatura della frastagliata costa granitica. Essendovi appellato alla Madonna per la salvezza propria e dell’ equipaggio, volle porre in una nicchia, per riconoscenza della grazia ricevuta, una piccola statua.

La festa con Santa Messa e processione, si celebra il 1° maggio di ogni anno.

, , , , ,

Ferragosto al mare …. tra riti e divertimenti vari

20864141_10213612462288545_394097550_nQuando arriva il ferragosto ti sembra che l’estate stia passando troppo in fretta. Per la maggior parte, questa, è una stagione lavorativa molto impegnativa e si notano a volte i primi cedimenti di una stagione davvero molto calda e un flusso di gente numeroso, spesso gentile, spesso agitato e nervoso.

Continua a leggere

, , , , , ,

Dal cuore della Sardegna. Minerali che meraviglia

Sapevo della grande passione e di quanta dedizione ci mette @MassimilianoCarta nelle cose che fa come tecnico elettronico ma oggi ho avuto la fortuna di visitare la mostra di minerali e fossili allestita in ricordo della sorella Monica.

18471496_10212699754431419_2080578555_n

 

18471048_10212699754831429_1036070065_nIl Museo MINERALOGICO “MONICA CARTA” ha aperto a  San Teodoro (OT)  da qualche anno dopo un lavoro costante di vent’anni di scavi, tagli e lucidature varie di CAMPIONI MINERALOGICI raccolti in giro in tutta l’Isola in cave o aree di lavoro, naturalmente con autorizzazioni e procedure di sicurezza adeguate.

Continua a leggere