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Repetita iuvant …ecco un nuovo Degustibus 2019

Repetita iuvant (le cose ripetute aiutano) .

Visto il successo ottenuto lo scorso anno dalla manifestazione organizzata da Michele Cabras, che vorrei ringraziare in anticipo per l’invito rinnovato. Degustibus raddoppia quest’anno con un programma arricchito dall’esperienza maturata nella precedente stagione.

Il cibo non solo come alimento, destinato a gratificare il palato ma anche e soprattutto come elemento di cultura, storia, tradizione e radici legati alla nostra terra.

Due giornate intense, studiate nei minimi particolari con un’attenzione per tutti i gusti, in cui si alterneranno dibattiti, incontri e scontri (amichevoli, s’intende) tra chef stellati della nostra isola. Una performance non solo legata alla tavola ma anche e soprattutto ai problemi sociali, di produzione, di commercio, che legano le aziende alla consumazione di prodotti locali che non hanno eguali nel mondo e che non temono la concorrenza di produttori extra isolani.

Ed allora ecco la scaletta…….


➡️SABATO 18

▪️ore 11,30 Salotto di discussione IL TURISMO ENOGASTRONOMICO IN SARDEGNA. Conduce Alessandra Addari.

▪️ore 11,00 Apertura del villaggio e dello spazio bambini* con Punto bimbo, soc,coop.

▪️dalle ore 13,30 alle 16,00 Spettacoli a cura di Amelia Sorrentino APS.

▪️ore16,00 Salotto di discussione IL CIBO E LA RISTORAZIONE NELL’ERA DEI SOCIAL. Conduce Enrico Pilia.

▪️ore 18,30 Salotto di discussione OSPITALITÀ E FORMAZIONE. Conduce Andrea Frailis, ospite Chef Rubio.

▪️dalle ore 20,00 Spettacoli a cura di Amelia Sorrentino APS

▪️ore 21,00 Cena LA CENA DI GALA all’Aquapazza a numero chiuso e su prenotazione.

➡️DOMENICA 19

▪️ore 11,00 Apertura del villaggio e dello spazio bambini* con Punto bimbo, soc,coop.

▪️ore 11,00 Salotto di discussione DURCHES, TRADIZIONE E INNOVAZIONE DEI DOLCI. Conduce Giovanni Fancello.

▪️ore 13,00 IL PRANZO DELLE DONNE all’Aquapazza, a numero chiuso e su prenotazione.

▪️dalle ore 13,30 alle 16,00 Spettacoli a cura di Amelia Sorrentino APS.

▪️ore 16,00 Salotto di discussione UNA BUONA SPESA AD UNA CUCINA SANA. Conduce Virginia Saba.

▪️ore 18,30 Salotto di discussione LE DONNE IN CUCINA. Conduce Alessandra Guigoni.

▪️dalle ore 20,00 Spettacoli a cura di Amelia Sorrentino APS.

▪️ore 21,00 Cena PIZZE & BIRRE ARTIGIANALI all’Aquapazza, a numero chiuso e su prenotazione.

*i bambini entrano gratuitamente fino ai 10 anni. I bambini che entreranno entro le ore 12,00 riceveranno in omaggio un Token per una gustosa merenda. In collaborazione con la Coldiretti Cagliari.

Inoltre quest’anno sono presenti ben 45 chef, 12 tra cantine birrifici e liquorifici, 25 produttori d’eccellenza. Per l’edizione 2019 sono state create delle aree dedicate per:
✔️degustare oltre 25 eccellenze da passeggio cucinate dagli chef.
✔️Uno spazio per i più esigenti, a numero chiuso dedicato alla “cena di gala”, al “pranzo delle donne” a “pizza e birre artigianali” in collaborazione con C&B Luxury Events la società di eventi più importante della Sardegna.
✔️acquistare prodotti in un mercato d’eccellenze.
✔️conoscere personalmente Chef Rubio (cuoco e personaggio televisivo carismatico. Arriva al successo televisivo con il programma Unti e Bisunti , successo poi confermato da programmi come I Re della Griglia e Camionisti in trattoria.
Da sempre impegnato nel promuovere la ‘buona cucina’ come paradigma di condivisione, benessere, integrazione, nutrimento culturale e recupero sociale specie per le realtà più in difficoltà.) e Daniele Persegani (Chef e presentatore tv, volto storico di Alice Tv con numerose trasmissioni e di La Prova del Cuoco su Rai1. Ora possiamo seguirlo su Detto Fatto, trasmesso su Rai2. ) ma anche Italo Bassi (neo stella Michelin sarda con il suo locale ConFusion Boutique Restaurant Porto Cervo insieme a Madame ConFusion Tatyana Rozenfeld, responsabile di sala e accoglienza)

Questa manifestazione, ne sono certa sarà un successone. Azimuttini non perdetevi questa occasione e assicuratevi i biglietti d’ingresso, il costo è di € 7.00 per entrambe le giornate (€3,50 al giorno).

Io, mi alternerò piacevolmente in questo villaggio gustoso per curiosare, scoprire e assaggiare il più possibile piatti stellari e partecipare ai salotti, ognuno dei quali meriterebbe un’intera giornata di studio e di discussione. Mi soffermerò ad ascoltare gli argomenti legati al TURISMO GASTRONOMICO nella nostra Isola, alla RISTORAZIONE nel mondo dei SOCIAL, al salotto di discussione sulle DONNE IN CUCINA etc . Il primo argomento sul turismo investe uno scenario che unisce il nostro quotidiano al flusso turistico, attratto dalle tradizioni culinarie sarde non solo ed esclusivamente legate alle sagre paesane che rappresentano pur sempre un aspetto che caratterizza la nostra cultura in tavola. Un secondo appuntamento si parlerà dell’importanza di saper comunicare ed incrementare la diffusione di ricette tradizionali della cucina con innovazione e creatività anche con i social che hanno la capacità di raggiungere e suscitare interesse ancora prima di consumare il piatto. Un altro aspetto che m’incuriosisce è il salotto di discussione sulle donne in cucina. Spesso per tradizione le donne sono le “cenerentole in famiglia” e invece nella ristorazione tra i fornelli vediamo soprattutto uomini. Eppure in Sardegna la figura della donna in cucina è stata sempre di grande rilievo, ricoprendo mansioni importanti. Dalla realizzazione del pane quotidiano via via nei vari momenti ….. fino alla elaborazione creativa di dolci per le feste.

Azimuttini ancora una volta vi porto con me in una location di tutto rispetto… sul Poetto a Quartu Sant’Elena nell’Arena Beach Village e non saremo certo soli soletti ma con un gruppo di amiche blogger che vi presento: @Jani Simonetti, @Violetta Valery, @Gisella Dessì, @Sara Deplano, @Martina Sulis, @Emanuele Concas, @Annalisa Spada, @Ester Marras, @Michela Sorgia, @Valentina Ragazzo e @Sonia Carta.

SEGUITECI SUI CANALI SOCIAL … Instagram e Facebook, saremo in diretta e condivideremo con voi la nostra esperienza ultra gusto/sensoriale.

Sono molto contenta di Degustibus! In queste giornate si affronteranno tematiche importanti in un modo del tutto nuovo. Finisco con una considerazione di natura squisitamente sociale sull’importanza dei messaggi promozionali che quotidianamente affollano i nostri spazi comunicativi. La ricerca di prodotti genuini, possibilmente a chilometro zero, garantiti dalla serietà dei nostri produttori agricoli che incontrano la professionalità di tutti gli chef regionali, che son qui rappresentati, e che consentono al cliente d’esser garantito che quel cibo che trova in tavola, sia pur nella sua mutevole presentazione, a seconda dell’estro creativo dello chef di turno, ha come caratteristica un requisito di fondamentale importanza – questa volta – per la nostra salute: la genuinità. Ed è proprio alla categoria dei “maghi dei fornelli”, (per dirla con l’*Artusi), di ambo i sessi, ​ che hanno le proprie radici culturali e professionali nella nostra Isola e che si sono formati in anni di dedizione e di sacrifici che voglio dedicare un mio particolare pensiero: continuate su questa strada, per rendere sempre più importante nel mondo la cucina sarda! ​

Dimenticavo: chef @Rubio ci vediamo sabato😜!

*PELLEGRINO ARTUSI autore di un’opera, divenuta testo sacro di tutti gli appassionati di cucina, dal titolo LA SCIENZA IN CUCINA ​ E L’ARTE DI MANGIAR BENE, pubblicata nel 1891.

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DeGustibus …. e quel sapore in più!

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La Domenica di DeGustibus è terminata solo da una settimana, ma in me − e sono certa in tantissimi altri − il ricordo è ancora molto vivo.

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La prima edizione di DeGustibus. Scenario al Poetto dell’arte culinaria sarda

 

30743255_10155462911136765_7404695081988390912_nChe i ” gusti ” (sia quelli per il cibo che quelli nei rapporti sociali) siano un fatto personale, anzi personalissimo, è fuor di dubbio.

Già Plutarco, nelle sue famose Vite parallele, aveva attribuito a Giulio Cesare l’espressione “De gustibus non est disputandum” (sui gusti non si discute.).

E’ divenuto un luogo comune sino ai giorni nostri per ogni discussione che ha come oggetto, una scelta.

Pare infatti che il nostro celebre condottiero, invitato ad una cena da Valerio Leone, che credendo di far cosa rara, aveva offerto ai commensali gli asparagi al burro (aborrito dagli ospiti che definivano il condimento “cibo barbaro”, anzichè il più conosciuto ed usato olio d’oliva) avesse esclamato la celeberrima frase per dirimere la questione insorta tra i presenti.

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Sapere e Sapori della mia Sardegna

IMG_2288… Ma quanto sapere nascondono i sapori?

In Sardegna seppur un’Isola, sapere e sapori ce ne sono tanti e da mille provenienze, considerando che è composta da 377 Comuni, ognuno con caratteristiche sociali e culturali somiglianti ma uniche nel suo genere. Non a caso l’etimologia del termine “gastronomia” indica un’opera Greca in cui si sottolinea il viaggio nell’Arte del mangiare.

E’ doveroso però, ripercorrere, velocemente la storia dell’uomo nelle diverse epoche. L’uomo da sempre ha vissuto con ciò che la caccia, pesca, l’agricoltura e l’allevamento gli hanno offerto. Ogni territorio ha prodotto le proprie materie prime e il baratto ha promosso gli scambi arricchendo di prodotti diversi, da territorio a territorio. Specialmente nell’Isola questo ha determinato non solo scambi ma ricche contaminazioni.

Il cibo è cultura! Appartiene al territorio ma è anche: vita, memoria, salute e igiene, bellezza, tradizione, curiosità, storia, arte, viaggio, aggregazione sociale, famiglia, profumi, natura, economia, elemento identitario, sprechi e diritti.

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Quando si dice dal produttore al consumatore.

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Ah le api! solo a sentirle nominare provo da subito curiosità e decido di accogliere l’invito da parte di Carlo ad andare a vedere dove tutto inizia. 

Sono loro le operaie specializzate che una volta fatta razzia di polline tornano nell’arnia e trasferiscono il ricavato alle altre colleghe operaie che le depongono all’interno dei favi, celle esagonali.

Il miele è, per le api, una fonte di carboidrati a lungo termine per me una fonte di energia giornaliera.

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Una poesia per la spiaggia La Cinta di San Teodoro

Un po’ di settimane fa ho scattato qualche foto sulla spiaggia della Cinta, a San Teodoro, che mi è apparsa in una veste davvero molto simpatica. Patate a volontà… si sembravano davvero cosi  😂invece sono resti di posidonia sulla spiaggia, un gioco di venti e maree che indica, inoltre,  alta qualità ambientale, molto meglio di una “bandiera blu✌️~.

Ecco in basso una dolcissima poesia che mi è stata dedicata proprio in questa circostanza.

Ti ringrazio mia cara Spigolatrice di Siliqua, la custodirò e la condivido con i tanti amici Azimuttini …

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La Laguna di San Teodoro

Faccio una piccola premessa.

Ci sono momenti, come questi, che quando lavori con passione hai anche l’opportunità di incontrare persone con le quali condividi gli stessi obiettivi sulla scoperta del territorio che ci circonda. Pubblico questa descrizione di un angolo della Laguna teodorina che tanto spesso si sente nominare ma pochi colgono, a mio parere, davvero l’essenza di questo luogo. Ringrazio la Spigolatrice che avezza a ricercare fino in fondo ciò in cui crede senza mai perdere la pazienza e con profonda sensibilità ha saputo cogliere le varie sfumature e suggestioni che il luogo rappresenta. Azimut, mio blog, vuole anch’esso come la Spigolatrice con-dividere le sue emozioni al prossimo per poterne godere insieme.  Angela

 

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La Laguna di San Teodoro

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Cala Francese e la sua Cappella

IMG_2042La piccola Cappella sulla spiaggia “Cala Francese” alla Maddalena, all’ interno della batteria militare di ‘Carlotto’. La statua di Maria fu collocata nell’800 dal pescatore Michele Scotto il quale, colto con la sua barca da una terribile tempesta trovò riparo e salvezza nella piccola insenatura della frastagliata costa granitica. Essendovi appellato alla Madonna per la salvezza propria e dell’ equipaggio, volle porre in una nicchia, per riconoscenza della grazia ricevuta, una piccola statua.

La festa con Santa Messa e processione, si celebra il 1° maggio di ogni anno.

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Ferragosto al mare …. tra riti e divertimenti vari

20864141_10213612462288545_394097550_nQuando arriva il ferragosto ti sembra che l’estate stia passando troppo in fretta. Per la maggior parte, questa, è una stagione lavorativa molto impegnativa e si notano a volte i primi cedimenti di una stagione davvero molto calda e un flusso di gente numeroso, spesso gentile, spesso agitato e nervoso.

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Rubrica: Per non dimenticare le proprie radici (intervista a Maria Sabella)

Ringrazio Maria per aver accettato di raccontarsi in questa rubrica. Ci conosciamo da tanti anni, dai tempi del liceo, ma malgrado scelte di studio differenti siamo sempre state unite, non solo dalla stima reciproca, ma dall’appartenenza che ci lega alla nostra Terra. A volte non ci si sente per mesi ma poi quando ci si vede, i nostri occhi parlano di casa, anche se poi ci incontriamo in una piazza di qualche città.                                                                                                                                                                  Angela
   1. A quale età sei andata via?
maria

Ho lasciato la Sardegna, subito dopo il diploma, a 19 anni per andare a studiare economia a Milano

    2. la motivazione

Ricordo che durante il liceo, come capita a molti adolescenti che hanno una visione molto limitata e limitante del mondo, la Sardegna non mi bastava. Soffrivo l’inquietudine di un’isola che mi accoglieva e mi faceva sentire protetta ma che allo stesso tempo sembrava restringesse il mio campo visivo. Avevo voglia di scoprire il mondo, in tutte le sue sfumature, di conoscere persone con un passato (e un accento!) diverso e di mettermi alla prova in un ambiente più variegato per capire se sarei stata in grado di “affrontarlo”. Oltre a questo, sapevo che a Milano avrei trovato un percorso di studi che mi avrebbe aperto molte porte nel mondo del lavoro. E’ stata una scelta, ripensandoci adesso, sicuramente un po’ inconsapevole e condita dall’entusiasmo incosciente della gioventù ma se potessi tornare indietro sicuramente la rifarei. Milano per me è stato poi un trampolino di lancio verso altre esperienze: sono stata a Parigi per 6 mesi durante l’università e poi a Londra per 4 anni. In quel periodo, mi sentivo davvero cittadina del mondo anche se ho sempre portato con me la mia essenza sarda e confesso che ringraziavo di cuore, come se mi avessi rivolto un apprezzamento, chiunque mi facesse notare la mia tipica cadenza, perché ero terrorizzata dall’idea di perderla.

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