, , , , , , , ,

Disintossicarsi dal digitale

Ogni anno sui Social Network (studio elaborato dalla IAB Italiana: Associazione nel campo della pubblicità digitale a livello mondiale) ogni persona trascorre circa trentasette ore a settimana connessi a internet, ovvero circa il 22% del nostro tempo libero.
Per questo motivo, la nostra vita sociale è perlopiù vincolata alle piattaforme social offerte da internet. Non deve sorprendere dunque l’utilizzo che facciamo di questo strumento per lanciare messaggi alle persone che fanno parte della nostra cerchia o semplicemente relazionarci a veri e propri sconosciuti.
Si dovrebbe tornare a concepire queste piattaforme con il motivo per cui realmente sono state create. Divulgare informazioni verificate, no “fake news” e diari personali tutelando la privacy. Non a caso una nuova tendenza di questi prossimi anni, apre il sipario ad una nuova esigenza tecnologica chiamata “digital detox”.

Sadali


Questa è l’espressione con cui ci si riferisce a un periodo di tempo che l’utente sceglie volontariamente di passare lontano da social, media e altri ambienti digitali ma anche limitando l’uso dello smartphone, tablet, PC e altri dispositivi elettronici, con l’obiettivo di rivedere e rendere più sano il proprio rapporto con la tecnologia.
A supporto di questo periodo di “blocco” tecnologico ci sono impostazioni “a tempo” che figurano mentre si visualizza per esempio youtube con la dicitura: ricordati di fare una pausa, il tempo trascorso nell’utilizzo etc. o in aiuto alcune App come “SPACE – Break Phone Addiction” che si propone di impostare un programma personalizzato con la funzione di filtrare le comunicazioni fondamentali e non qualsiasi tipo di notifiche.
Sicuramente gli utenti più sensibili da tutelare sono le nuove generazioni. E’ dimostrato che un uso eccessivo dello smartphone, per esempio, ha conseguenze: sulla capacità di concentrazione, sull’autostima, sul livello di stress favorendo l’ansia e la nascita di fobie, una di queste è la paura di perdersi una conversazione online ed esserne tagliati fuori.

Sa Stidiosa- cascata naturale di Seulo


Inoltre altri metodi anche meno invasivi ma sicuramente utili pare siano organizzare le proprie vacanze all’interno di “digital detox hotel”, strutture realizzate apposta in determinati contesti paesaggistici che favoriscono una sorta di eremitismo in quanto si va da baite, rifugi e resort in cui è vietato tassativamente l’utilizzo dello smartphone e del pc. Lo scopo è quello di meditare su se stessi e ricercare un’armonia e rilassamento mentale anche con attività prettamente manuali come la coltivazione di piante o semplicemente dedicarsi a lunghe passeggiate a contatto con la natura.

Quindi, mi viene da pensare che la prossima volta che magari dopo un temporale internet smette di funzionare potrebbe essere una valida occasione per disintossicarsi e che forse dovremmo riappropriarci noi dell’uso della tecnologia e non questa della nostra gestione.
Del resto per chi vive in Sardegna, la natura regala un valido aiuto anche nel periodo autunnale che stiamo vivendo alla scoperta o riscoperta di siti Archeologici o percorsi di trekking che aprono scenari da far dimenticare tutto il resto dalla loro bellezza.
Angela Bacciu

, , ,

Domenica al mare ma per ora in SUP

sup3L’estate è ormai alle porte e l’unico momento ricreativo che ora mi salta in mente appena sono libera è andare al mare. A guardare il calendario potrebbe sembrare troppo in anticipo, del resto siamo ad aprile, ma chi vive in Sardegna non segue certo le date ma i raggi del sole. Vi avevo già anticipato in qualche precedente post che prima o poi sarei riuscita a salire su una tavola da SUP. Continua a leggere