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“NURAGICA” a Nuoro

Blog tour Nuragica Insieme a: @robadanatti@leplume_@sardiniamood

@graziella_carboni@giorgiomuceli@flanieren_in_sardegna@tacchinobicilindrico@erykakosta@igers_sardegna@yallerssardegna … alla prossima 👋

É passata poco più di una settimana dal blog tour a cui ho partecipato sabato 16 febbraio insieme ad altri Instagrammers e Bloggers di tutta la Sardegna in occasione dell’inaugurazione della mostra “Nuragica” a Nuoro. Per me è stata la seconda volta che la visitavo (la prima, circa più di un anno fa ad Olbia al Museo Archeologico) ma, vi confesso, ero ugualmente curiosa anche perché sapevo che non sarebbe stata uguale, molti elementi e il percorso espositivo sono stati incrementati e riadattati anche in funzione al contesto in cui ora si trova.

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La prima edizione di DeGustibus. Scenario al Poetto dell’arte culinaria sarda

 

30743255_10155462911136765_7404695081988390912_nChe i ” gusti ” (sia quelli per il cibo che quelli nei rapporti sociali) siano un fatto personale, anzi personalissimo, è fuor di dubbio.

Già Plutarco, nelle sue famose Vite parallele, aveva attribuito a Giulio Cesare l’espressione “De gustibus non est disputandum” (sui gusti non si discute.).

E’ divenuto un luogo comune sino ai giorni nostri per ogni discussione che ha come oggetto, una scelta.

Pare infatti che il nostro celebre condottiero, invitato ad una cena da Valerio Leone, che credendo di far cosa rara, aveva offerto ai commensali gli asparagi al burro (aborrito dagli ospiti che definivano il condimento “cibo barbaro”, anzichè il più conosciuto ed usato olio d’oliva) avesse esclamato la celeberrima frase per dirimere la questione insorta tra i presenti.

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Quando si dice dal produttore al consumatore.

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Ah le api! solo a sentirle nominare provo da subito curiosità e decido di accogliere l’invito da parte di Carlo ad andare a vedere dove tutto inizia. 

Sono loro le operaie specializzate che una volta fatta razzia di polline tornano nell’arnia e trasferiscono il ricavato alle altre colleghe operaie che le depongono all’interno dei favi, celle esagonali.

Il miele è, per le api, una fonte di carboidrati a lungo termine per me una fonte di energia giornaliera.

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Suppa gaddhurésa in versione di mare…

Appena inizia il bel tempo si inizia subito a  pensare al mare… e anche l’alimentazione cambia radicalmente, almeno per me, mi viene in mente questa ricetta. La conoscete?

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Cala Francese e la sua Cappella

IMG_2042La piccola Cappella sulla spiaggia “Cala Francese” alla Maddalena, all’ interno della batteria militare di ‘Carlotto’. La statua di Maria fu collocata nell’800 dal pescatore Michele Scotto il quale, colto con la sua barca da una terribile tempesta trovò riparo e salvezza nella piccola insenatura della frastagliata costa granitica. Essendovi appellato alla Madonna per la salvezza propria e dell’ equipaggio, volle porre in una nicchia, per riconoscenza della grazia ricevuta, una piccola statua.

La festa con Santa Messa e processione, si celebra il 1° maggio di ogni anno.

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Rubrica: Per non dimenticare le proprie radici (intervista a Maria Sabella)

Ringrazio Maria per aver accettato di raccontarsi in questa rubrica. Ci conosciamo da tanti anni, dai tempi del liceo, ma malgrado scelte di studio differenti siamo sempre state unite, non solo dalla stima reciproca, ma dall’appartenenza che ci lega alla nostra Terra. A volte non ci si sente per mesi ma poi quando ci si vede, i nostri occhi parlano di casa, anche se poi ci incontriamo in una piazza di qualche città.                                                                                                                                                                  Angela
   1. A quale età sei andata via?
maria

Ho lasciato la Sardegna, subito dopo il diploma, a 19 anni per andare a studiare economia a Milano

    2. la motivazione

Ricordo che durante il liceo, come capita a molti adolescenti che hanno una visione molto limitata e limitante del mondo, la Sardegna non mi bastava. Soffrivo l’inquietudine di un’isola che mi accoglieva e mi faceva sentire protetta ma che allo stesso tempo sembrava restringesse il mio campo visivo. Avevo voglia di scoprire il mondo, in tutte le sue sfumature, di conoscere persone con un passato (e un accento!) diverso e di mettermi alla prova in un ambiente più variegato per capire se sarei stata in grado di “affrontarlo”. Oltre a questo, sapevo che a Milano avrei trovato un percorso di studi che mi avrebbe aperto molte porte nel mondo del lavoro. E’ stata una scelta, ripensandoci adesso, sicuramente un po’ inconsapevole e condita dall’entusiasmo incosciente della gioventù ma se potessi tornare indietro sicuramente la rifarei. Milano per me è stato poi un trampolino di lancio verso altre esperienze: sono stata a Parigi per 6 mesi durante l’università e poi a Londra per 4 anni. In quel periodo, mi sentivo davvero cittadina del mondo anche se ho sempre portato con me la mia essenza sarda e confesso che ringraziavo di cuore, come se mi avessi rivolto un apprezzamento, chiunque mi facesse notare la mia tipica cadenza, perché ero terrorizzata dall’idea di perderla.

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Rubrica: Per non dimenticare le proprie radici (intervista a Sara Sergenti)

 

Continuano le mie interviste, ad amici o altre persone che hanno voglia di raccontarsi. E’ una rubrica che si prefigge di parlare delle esperienze di ragazzi teodorini o sardi di altre località che hanno scelto per varie ragioni di andare via dalla Sardegna. Ma anche le speranze, le amare considerazioni, il desiderio di tornare di tantissimi giovani in possesso di titoli di studio prestigiosi, costretti a lasciar l’Isola alla ricerca di un lavoro o comunque di un’attività che compensi i loro anni di studi.

Vi è comunque la fondata speranza che molti di questi giovani ritornino a vivere e a lavorare in Gallura convinti che le loro radici possano avere il sopravvento sulle rigide leggi di mercato.

Qui di seguito riporto una chiaccherata fatta di recente a Sara Sergenti di San Teodoro.

                                                                                                                                                                   Angela Bacciu

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Rubrica: Per non dimenticare le proprie radici (intervista ad Elena Carente)

 

Sul mio blog inauguro una rubrica (per non dimenticare le proprie radici) che si prefigge di raccontare le esperienze di ragazzi/e teodorini che hanno scelto per varie ragioni di andare via dalla Sardegna.

Ma anche speranze, le amare considerazioni, il desiderio di tornare di tantissimi giovani in possesso di titoli di studio prestigiosi, costretti a lasciar l’Isola alla ricerca di un lavoro o comunque di un’attività che compensi i loro anni di studi. Mi piace l’idea di raccontare di loro perchè, forse, tutti noi sardi abbiamo pensato un momento della nostra vita di andare via dall’Isola, un legame però molto forte ci tiene qui nella nostra terra anche quando siamo distanti.

Oggi riporto l’esempio di una mia amica, Elena di San Teodoro.                                                                                                                                                                                                                                                            A.B.

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Sarà colpa della tecnica del decoupage?

 

Questo comportamento è sanzionato e conosciuto a livello internazionale ma ciò non di meno la sottrazione di conchiglie e altri reperti spiaggiati dal mare sembra essere ignorata.

Poche persone si rendono conto che ripetere all’infinito queste azioni finisce per impoverire definitivamente e senza possibilità di recupero l’ambiente che si affaccia al mare. Ne soffrono le dune, i gigli di sabbia, gli anemoni e tutte quelle piante che sfruttando la poca umidità garantita dal mare arricchiscono e salvaguardano la battigia solo per soddisfare il proprio desiderio di ricoprire vasi, specchi, quadri di una manciata di conchiglie o di ramoscelli di “ginepro sabine” con la tecnica del decoupage. Continua a leggere

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Turismo socialmente accessibile a San Teodoro

Quando alcuni anni fa mi occupai di turismo socialmente accessibile mi piacque talmente tanto che scelsi questo argomento come materia della mia tesi di laurea. Nell’affrontare questo tema ho cercato anzitutto di approfondire le varie facce di un’attività considerata a ragione un settore importante dell’economia mondiale, che si rivolge non solo agli aspetti ricreativi ma anche e soprattutto a quelli della socializzazione intesa nel senso piu ampio. Fra i vari tipi di turismo, il mio lavoro focalizzava l’attenzione su quello “sociale” o “accessibile”, inteso come quell’insieme di servizi, strutture e infrastrutture, che consentono alle persone con esigenze speciali (disabili, persone con problemi di allergie, anziani) la fruizione della vacanza e del tempo libero senza ostacoli o difficoltà.

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