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Suppa gaddhurésa in versione di mare…

Appena inizia il bel tempo si inizia subito a  pensare al mare… e anche l’alimentazione cambia radicalmente, almeno per me, mi viene in mente questa ricetta. La conoscete?

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Cala Francese e la sua Cappella

IMG_2042La piccola Cappella sulla spiaggia “Cala Francese” alla Maddalena, all’ interno della batteria militare di ‘Carlotto’. La statua di Maria fu collocata nell’800 dal pescatore Michele Scotto il quale, colto con la sua barca da una terribile tempesta trovò riparo e salvezza nella piccola insenatura della frastagliata costa granitica. Essendovi appellato alla Madonna per la salvezza propria e dell’ equipaggio, volle porre in una nicchia, per riconoscenza della grazia ricevuta, una piccola statua.

La festa con Santa Messa e processione, si celebra il 1° maggio di ogni anno.

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Rubrica: Per non dimenticare le proprie radici (intervista a Maria Sabella)

Ringrazio Maria per aver accettato di raccontarsi in questa rubrica. Ci conosciamo da tanti anni, dai tempi del liceo, ma malgrado scelte di studio differenti siamo sempre state unite, non solo dalla stima reciproca, ma dall’appartenenza che ci lega alla nostra Terra. A volte non ci si sente per mesi ma poi quando ci si vede, i nostri occhi parlano di casa, anche se poi ci incontriamo in una piazza di qualche città.                                                                                                                                                                  Angela
   1. A quale età sei andata via?
maria

Ho lasciato la Sardegna, subito dopo il diploma, a 19 anni per andare a studiare economia a Milano

    2. la motivazione

Ricordo che durante il liceo, come capita a molti adolescenti che hanno una visione molto limitata e limitante del mondo, la Sardegna non mi bastava. Soffrivo l’inquietudine di un’isola che mi accoglieva e mi faceva sentire protetta ma che allo stesso tempo sembrava restringesse il mio campo visivo. Avevo voglia di scoprire il mondo, in tutte le sue sfumature, di conoscere persone con un passato (e un accento!) diverso e di mettermi alla prova in un ambiente più variegato per capire se sarei stata in grado di “affrontarlo”. Oltre a questo, sapevo che a Milano avrei trovato un percorso di studi che mi avrebbe aperto molte porte nel mondo del lavoro. E’ stata una scelta, ripensandoci adesso, sicuramente un po’ inconsapevole e condita dall’entusiasmo incosciente della gioventù ma se potessi tornare indietro sicuramente la rifarei. Milano per me è stato poi un trampolino di lancio verso altre esperienze: sono stata a Parigi per 6 mesi durante l’università e poi a Londra per 4 anni. In quel periodo, mi sentivo davvero cittadina del mondo anche se ho sempre portato con me la mia essenza sarda e confesso che ringraziavo di cuore, come se mi avessi rivolto un apprezzamento, chiunque mi facesse notare la mia tipica cadenza, perché ero terrorizzata dall’idea di perderla.

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Rubrica: Per non dimenticare le proprie radici (intervista a Sara Sergenti)

 

Continuano le mie interviste, ad amici o altre persone che hanno voglia di raccontarsi. E’ una rubrica che si prefigge di parlare delle esperienze di ragazzi teodorini o sardi di altre località che hanno scelto per varie ragioni di andare via dalla Sardegna. Ma anche le speranze, le amare considerazioni, il desiderio di tornare di tantissimi giovani in possesso di titoli di studio prestigiosi, costretti a lasciar l’Isola alla ricerca di un lavoro o comunque di un’attività che compensi i loro anni di studi.

Vi è comunque la fondata speranza che molti di questi giovani ritornino a vivere e a lavorare in Gallura convinti che le loro radici possano avere il sopravvento sulle rigide leggi di mercato.

Qui di seguito riporto una chiaccherata fatta di recente a Sara Sergenti di San Teodoro.

                                                                                                                                                                   Angela Bacciu

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Rubrica: Per non dimenticare le proprie radici (intervista ad Elena Carente)

 

Sul mio blog inauguro una rubrica (per non dimenticare le proprie radici) che si prefigge di raccontare le esperienze di ragazzi/e teodorini che hanno scelto per varie ragioni di andare via dalla Sardegna.

Ma anche speranze, le amare considerazioni, il desiderio di tornare di tantissimi giovani in possesso di titoli di studio prestigiosi, costretti a lasciar l’Isola alla ricerca di un lavoro o comunque di un’attività che compensi i loro anni di studi. Mi piace l’idea di raccontare di loro perchè, forse, tutti noi sardi abbiamo pensato un momento della nostra vita di andare via dall’Isola, un legame però molto forte ci tiene qui nella nostra terra anche quando siamo distanti.

Oggi riporto l’esempio di una mia amica, Elena di San Teodoro.                                                                                                                                                                                                                                                            A.B.

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Sarà colpa della tecnica del decoupage?

 

Questo comportamento è sanzionato e conosciuto a livello internazionale ma ciò non di meno la sottrazione di conchiglie e altri reperti spiaggiati dal mare sembra essere ignorata.

Poche persone si rendono conto che ripetere all’infinito queste azioni finisce per impoverire definitivamente e senza possibilità di recupero l’ambiente che si affaccia al mare. Ne soffrono le dune, i gigli di sabbia, gli anemoni e tutte quelle piante che sfruttando la poca umidità garantita dal mare arricchiscono e salvaguardano la battigia solo per soddisfare il proprio desiderio di ricoprire vasi, specchi, quadri di una manciata di conchiglie o di ramoscelli di “ginepro sabine” con la tecnica del decoupage. Continua a leggere

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Turismo socialmente accessibile a San Teodoro

Quando alcuni anni fa mi occupai di turismo socialmente accessibile mi piacque talmente tanto che scelsi questo argomento come materia della mia tesi di laurea. Nell’affrontare questo tema ho cercato anzitutto di approfondire le varie facce di un’attività considerata a ragione un settore importante dell’economia mondiale, che si rivolge non solo agli aspetti ricreativi ma anche e soprattutto a quelli della socializzazione intesa nel senso piu ampio. Fra i vari tipi di turismo, il mio lavoro focalizzava l’attenzione su quello “sociale” o “accessibile”, inteso come quell’insieme di servizi, strutture e infrastrutture, che consentono alle persone con esigenze speciali (disabili, persone con problemi di allergie, anziani) la fruizione della vacanza e del tempo libero senza ostacoli o difficoltà.

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Dal cuore della Sardegna. Minerali che meraviglia

Sapevo della grande passione e di quanta dedizione ci mette @MassimilianoCarta nelle cose che fa come tecnico elettronico ma oggi ho avuto la fortuna di visitare la mostra di minerali e fossili allestita in ricordo della sorella Monica.

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18471048_10212699754831429_1036070065_nIl Museo MINERALOGICO “MONICA CARTA” ha aperto a  San Teodoro (OT)  da qualche anno dopo un lavoro costante di vent’anni di scavi, tagli e lucidature varie di CAMPIONI MINERALOGICI raccolti in giro in tutta l’Isola in cave o aree di lavoro, naturalmente con autorizzazioni e procedure di sicurezza adeguate.

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27 gennaio #Per non dimenticare

Quando sono andata ad Amsterdam, mi sono preparata mentalmente e non con spirito turistico ad andare a visitare il Museo della Casa di Anna Frank. Ho scelto di andarci l’ultimo giorno della vacanza perché lo sapevo che sarebbe stata un’esperienza davvero toccante. Come credo tutti, ho letto il suo diario da piccola, ma essere li è stato diverso. Continua a leggere