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Tavolozze di colori. Sarà l’avvio di una nuova Arte di strada in Sardegna?

La Sardegna da Nord a Sud può vantare come tante località nel mondo anche il fatto di possedere un nuovo spirito di comunicazione, quella più attenta a nuove forme di arte urbana. E se alcuni paesi vantano la loro identità proprio attraverso i Murales, come l’esempio di Orgosolo, San Gavino Monreale, molti altri mettono in evidenza le proprie scale, spesso adiacenti al centro o che raggiungono ingressi di chiese patronali. L’ arte di dipingere le scale si chiama Stair Street Art, che consiste nel riqualificare vecchie scalinate e trasformarle in opere d’arte a prova di turisti e amanti travel blogger. Dalle pareti delle case insomma ai gradini delle scale che diventano delle vere e proprie tele sulle quali dipingere colori, spesso immagini di vita tradizionale ma soprattutto messaggi con i quali veicolare contenuti importanti, più delle volte messaggi di pace e fratellanza.


Chiesa di Santa Lucia di Arzachena


A mio avviso meritano davvero una visita. Salire o scendere questi gradini è sicuramente una passeggiata di benessere, anche perché a livello psicologico è risaputo che i colori hanno un impatto e significato ben preciso che smuove il campo delle emozioni, delle esperienze personali e vedere la creatività degli artisti che hanno lavorato per donare una nuova energia al patrimonio urbanistico è senza dubbio una storia da conoscere. Ecco alcune scale che ho visitato:
In alto, la scalinata arcobaleno della Chiesa di Santa Lucia di Arzachena che ormai da un paio di anni cambia volto prima di ogni estate, mai come oggi simbolo di buon augurio.


Carloforte, la scalinata dell’Archiotto


A sinistra Carloforte, la scalinata dell’Archiotto, un progetto che rientra nell’ambito del programma “Estate d’amare”. Una cascata di tonalità che degradano dal blu scuro all’azzurro incorniciate da banchi di posidonia luminescenti creati riciclando tremila bottiglie di plastica (scarti di produzione) fornite dall’Azienda Acqua Smeraldina.

Buddusò – Via Enrico Toti


In basso, Buddusò scalinata in via Enrico Toti,Tappeto Urbano Sardo”. L’opera raffigura la trama di un tappeto sardo con disegni della tradizione e rappresenta l’accoglienza tipica degli abitanti del paese. Angela Bacciu

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All’improvviso un Nuraghe

Nuraghe Ola

😊.~Sorridi,Vivi,Socializz@ ~📷☺️ 《♧Ecco cosa puoi vedere♡》
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Sapete quanti #nuraghi esistono in #Sardegna? Sono più di 7000 sparsi in tutta l’Isola. Infatti percorrendo, soprattutto, la strada Statale 131 direzione Cagliari A/R, capita di scorgere in qualche collina esemplari a una o più torri. La funzione dei nuraghi non è ancora ben chiara: ruolo militare, di difesa o come torri di vedetta, funzione votiva e religiosa, osservatori astronomici. Ma è più probabile che i nuraghi avessero diverse funzioni in base alla posizione e al contesto ambientale in cui sorgevano.

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Rubrica: Per non dimenticare le proprie radici (intervista a Simona Brandano)

Ringrazio Simona per aver accettato di raccontarsi in questa rubrica. Ci conosciamo da poco ma da subito ho visto in lei la determinazione, anche il coraggio di scegliere sempre nuove strade. Sono stata in Olanda da lei a trovarla per pochi giorni, mi ha fatto sentire a casa in una realtà che sembra cosi lontana dalla nostra, l’Italia, la Sardegna, con ritmi e senso civico diversi in cui però lei porta e contrappone gli aspetti positivi.

A mio avviso una realtà da copiare.

Angela

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Mangiare è arte, è amore, è viaggio… sei mai stato da Frades?

In Terrazza, arrivavo dalla Spiaggia di Liscia Ruja, a pochi km dal locale.

Secondo Proust il vero viaggio di scoperta non consiste nel vedere nuovi posti ma nell’avere nuovi occhi.

Eh si sa’ prima di gustare un piatto sono loro invitati a farlo per prima.

Questa è proprio la sensazione che ho avuto durante un piacevole pranzo nella Terrazza di “Frades”, un viaggio sensoriale (in questo caso) di gusto dal momento in cui ho aperto il menù.

Un menù di facile lettura che viene aggiornato settimanalmente, dettagliato sulla provenienza dei prodotti (rigorosamente da aziende sarde) e la composizione dei piatti.

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Repetita iuvant …ecco un nuovo Degustibus 2019

Repetita iuvant (le cose ripetute aiutano) .

Visto il successo ottenuto lo scorso anno dalla manifestazione organizzata da Michele Cabras, che vorrei ringraziare in anticipo per l’invito rinnovato. Degustibus raddoppia quest’anno con un programma arricchito dall’esperienza maturata nella precedente stagione.

Il cibo non solo come alimento, destinato a gratificare il palato ma anche e soprattutto come elemento di cultura, storia, tradizione e radici legati alla nostra terra.

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“NURAGICA” a Nuoro

Blog tour Nuragica Insieme a: @robadanatti@leplume_@sardiniamood

@graziella_carboni@giorgiomuceli@flanieren_in_sardegna@tacchinobicilindrico@erykakosta@igers_sardegna@yallerssardegna … alla prossima 👋

É passata poco più di una settimana dal blog tour a cui ho partecipato sabato 16 febbraio insieme ad altri Instagrammers e Bloggers di tutta la Sardegna in occasione dell’inaugurazione della mostra “Nuragica” a Nuoro. Per me è stata la seconda volta che la visitavo (la prima, circa più di un anno fa ad Olbia al Museo Archeologico) ma, vi confesso, ero ugualmente curiosa anche perché sapevo che non sarebbe stata uguale, molti elementi e il percorso espositivo sono stati incrementati e riadattati anche in funzione al contesto in cui ora si trova.

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La prima edizione di DeGustibus. Scenario al Poetto dell’arte culinaria sarda

 

30743255_10155462911136765_7404695081988390912_nChe i ” gusti ” (sia quelli per il cibo che quelli nei rapporti sociali) siano un fatto personale, anzi personalissimo, è fuor di dubbio.

Già Plutarco, nelle sue famose Vite parallele, aveva attribuito a Giulio Cesare l’espressione “De gustibus non est disputandum” (sui gusti non si discute.).

E’ divenuto un luogo comune sino ai giorni nostri per ogni discussione che ha come oggetto, una scelta.

Pare infatti che il nostro celebre condottiero, invitato ad una cena da Valerio Leone, che credendo di far cosa rara, aveva offerto ai commensali gli asparagi al burro (aborrito dagli ospiti che definivano il condimento “cibo barbaro”, anzichè il più conosciuto ed usato olio d’oliva) avesse esclamato la celeberrima frase per dirimere la questione insorta tra i presenti.

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Una poesia per la spiaggia La Cinta di San Teodoro

Un po’ di settimane fa ho scattato qualche foto sulla spiaggia della Cinta, a San Teodoro, che mi è apparsa in una veste davvero molto simpatica. Patate a volontà… si sembravano davvero cosi  😂invece sono resti di posidonia sulla spiaggia, un gioco di venti e maree che indica, inoltre,  alta qualità ambientale, molto meglio di una “bandiera blu✌️~.

Ecco in basso una dolcissima poesia che mi è stata dedicata proprio in questa circostanza.

Ti ringrazio mia cara Spigolatrice di Siliqua, la custodirò e la condivido con i tanti amici Azimuttini …

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La Laguna di San Teodoro

Faccio una piccola premessa.

Ci sono momenti, come questi, che quando lavori con passione hai anche l’opportunità di incontrare persone con le quali condividi gli stessi obiettivi sulla scoperta del territorio che ci circonda. Pubblico questa descrizione di un angolo della Laguna teodorina che tanto spesso si sente nominare ma pochi colgono, a mio parere, davvero l’essenza di questo luogo. Ringrazio la Spigolatrice che avezza a ricercare fino in fondo ciò in cui crede senza mai perdere la pazienza e con profonda sensibilità ha saputo cogliere le varie sfumature e suggestioni che il luogo rappresenta. Azimut, mio blog, vuole anch’esso come la Spigolatrice con-dividere le sue emozioni al prossimo per poterne godere insieme.  Angela

 

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La Laguna di San Teodoro

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Cala Francese e la sua Cappella

IMG_2042La piccola Cappella sulla spiaggia “Cala Francese” alla Maddalena, all’ interno della batteria militare di ‘Carlotto’. La statua di Maria fu collocata nell’800 dal pescatore Michele Scotto il quale, colto con la sua barca da una terribile tempesta trovò riparo e salvezza nella piccola insenatura della frastagliata costa granitica. Essendovi appellato alla Madonna per la salvezza propria e dell’ equipaggio, volle porre in una nicchia, per riconoscenza della grazia ricevuta, una piccola statua.

La festa con Santa Messa e processione, si celebra il 1° maggio di ogni anno.